Un accordo che arricchisce tutte le parti – dicono gli analisti mediorientali – evitando sia le sanzioni occidentali che i dazi del Canale di Suez, dimezzando anche i tempi di navigazione in mare.

Rinasce di un vecchio progetto tra la Russia e l’Iran, bloccato per anni causa sanzioni contro il regime degli ayatollah. Si tratta di un nuovo percorso alternativo per le merci provenienti dalla Russia, destinate inizialmente all’India, per continuare poi verso tutto l’Estremo Oriente.

Come si vede dalla mappa, il nuovo tratto collega la parte meridionale della Russia alle coste settentrionali dell’Iran, percorrendo gran parte del Mar Caspio. Le merci partiranno dal Porto russo di Astrakhan (Port of Astrakhan), dove verranno caricate in container e navi cargo, attraverseranno il mare fino al Porto settentrionale iraniano di Bandar-e-Anzali, per proseguire su strada fino al Porto meridionale di Bandar Abbas sul Golfo Persico (noto anche come Golfo Arabico), considerato da sempre porta d’ingresso per tutto l’Oriente.

Il porto iraniano di Bandar Abbas nel Golfo Persico (stretto di Hormuz)

Un’occasione unica per il regime iraniano, a sua volta messo alle strette dalle sanzioni occidentali per il proseguimento del programma sul nucleare iraniano. Secondo alcuni analisti interpellati dal canale panarabo Al Arabiyale navi cargo russe percorreranno solo 20 giorni di navigazione sul Mar Caspio rispetto ai 40 giorni con la rotta tradizionale, evitando anche di pagare i dazi doganali per il passaggio dal Canale di Suez.

Fonti iraniane, invece, fanno sapere che il progetto sarebbe già partito nei giorni scorsi con un cargo, contenente oltre 40 tonnellate di merci, giunto a destinazione in India.

Infine, l’accordo russo-iraniano prevede anche il finanziamento di una serie di percorsi su rotaie che attraverseranno l’intero terriotrio iraniano, per lo spostamento veloce delle merci su terra dal porto del Nord a quello del Sud.

Samir Zakaria